La Rete Arcobaleno sul PUC di Benevento

La Rete Arcobaleno a proposito del PUC e del Piano Strategico PIU Europa
di Alessio Masone – Benevento, 20 marzo 2009   

Una posizione a tutela dei luoghi beneventani dal rischio di essere inglobati nell’area metropolitana, a causa di maggiori collegamenti con Napoli, e dal rischio che sia stravolta la vocazione rurale, ambientale e turistica del territorio, a causa di una piattaforma logistica.

1) Tutela della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici dalla fascia costiera campana. 

Tra le altre trasformazioni sociali in corso, è rilevante che il turismo delle zone interne della Campania è in espansione, mentre è in decrescita la capacità attrattiva della fascia costiera.

Il dato emergente deriva da un bisogno, sempre più diffuso nella popolazione, di raggiungere, non solo i siti di notevole rilevanza artistico/archeologica, ma anche i luoghi dalle connotazioni minimali, ma identitari, che, con la loro qualità di vivibilità quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei siti delle zone interne. 

Il turista del nuovo secolo sta maturando la necessità di individuare mete che non siano da consumare una tantum, ma che consentano l’opportunità di interagire in modo più continuativo e relazionale con il territorio che li ospita.

Per queste motivazioni, si suggerisce di incentivare quella qualità di vita percepibile, dal cittadino e quindi dal visitatore, nei processi quotidiani di utilizzo della dimensione urbana e rurale del nostro territorio. (altro…)

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Le campagne periurbane come siti naturalistici quotidiani e come luogo per un’agricoltura di prossimità

Le campagne periurbane come siti naturalistici quotidiani e come luogo per un’agricoltura di prossimità 

di Alessio Masone – Benevento, 16 ottobre 2008

Il variegato paesaggio agrario italiano, parcellizzato in una miriade di piccoli fondi e caratterizzato dall’alternanza di valli e colline, per secoli è stato realizzato e manutenuto da una classe di involontari architetti: il mondo contadino.

Spesso, dimentichiamo che il mestiere più diffuso al mondo è quello dell’agricoltore: circa il 50% della popolazione del pianeta vive di agricoltura.
La popolazione mondiale, ora già oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale.
Considerando che, nei paesi in via di sviluppo, è in continua crescita il consumo pro capite di alimenti, il comparto agroalimentare, nel futuro, sarà più strategico del comparto industriale.

Quando ormai l’economia di scala, tipica della produzione industriale, è in recessione, quando l’economia virtuale dei mercati finanziari inizia a mostrare i suoi limiti, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell’economia rurale e dalla filiera corta, unico comparto, insieme al turismo ambientale e culturale, in espansione nel XXI secolo. (altro…)