Emozioni che impediscono l’azione

Emozioni che impediscono l’azione

Donne emozionate dall’uomo di una canzone lontana,
dalla poesia dei ricordi,
da una scrittura che seduce per non fare.

Donne in rivolta contro l’uomo presente,
alla ricerca di un’indipendenza, di una mascolinità che sfugge.

In mezzo, passa una vita che non vogliono sentire,
perché le canzoni sono troppo vicine,
le poesie sono quelle che avvengono ora,
i fatti sono la scrittura cocente,

l’indipendenza è scoprire che la mascolinità è l’altra metà di loro,
quell’uomo che dipende dalle loro emozioni.

Alessio Masone

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Published in: on 17 giugno 2010 at 17:50  Lascia un commento  
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Turbamenti Beneventani

Le emozioni sono segnali. La vita è altro.
Sono sintomi delle energie, ma non sono le nostre energie.
 
Le emozioni indirizzano il nostro agire.
Sono come i segnali che indicano le città, non sono le città.
Sono le insegne di un negozio. A volte, il negozio non c’è più, ma l’insegna è ancora lì, fuori tempo.
 
Provenendo dalla nostra biologia, dai nostri avi, dai nostri maestri, dai nostri ieri, noi, ogni giorno, ci emancipiamo, ma inutilmente, se poi diamo credito alle emozioni fuori tempo.
 
 
Le emozioni sono individuali, anche quando collettive, allo stadio, ai concerti:
non ne siamo autori, ma, consumandosi dentro di noi, ci costringono, umiliati dal bisogno, a cercare, in massa, salvezze individuali.
 
Le azioni partono da noi, ma, realizzandosi fuori di noi, con queste ci riuniamo alla vita, all’incrocio di tutti, dove tutti partecipiamo, da autori dell’energia universale, alla trasformazione del mondo. 
 
Lì, possiamo sentire il mondo: quando, invece di subire le emozioni che ci spingono a cercare, omologandoci, soluzioni individuali, addomestichiamo le emozioni per tentare, trasformandoci, soluzioni collettive.
 
Alessio Masone
 
20 maggio 2010
Published in: on 22 maggio 2010 at 03:23  Lascia un commento  

R.B. Riflessioni Beneventane

R.B. Riflessioni Beneventane

I due innamorati si distraggono dal mondo.

Il visitatore della città grande si emoziona,
senza ricambiare.

Se non riflette energia su sé stesso,
il lettore può contaminare tutto il mondo,
abitandolo nello sguardo dell’altro.

Quando non avrà da leggere,
avrà da scrivere.

Alessio Masone – Benevento, 29 gennaio 2009

Published in: on 29 gennaio 2009 at 23:33  Lascia un commento